Le regole per costruire una mappa ben formata


Quando le informazioni da ricordare, qualsiasi sia l’argomento in questione, sono troppe per la nostre capacità di apprendimento, possiamo ricorrere alla costruzione di una mappa di sintesi per lo studio.

Il centro è dedicato all'argomento della mappa/schema

Il centro è dedicato all’argomento della mappa/schema

Le regole da seguire per disegnare una mappa di sintesi sono poche, e, oggi, per comprenderle, sfrutteremo i disegni e le parole chiave raffigurati in questo video.

I rami 1 e 2 della mappa

I rami 1 e 2 della mappa

Generalmente, come indicazione di base per l’organizzazione del lavoro, il foglio deve essere posizionato orizzontalmente, in modo tale che le parole (che in italiano si sviluppano da sinistra verso destra) possano essere scritte comodamente sopra i rami o all’interno di forme più o meno definite, come cerchi, quadrati, rettangoli…

Innanzitutto, una mappa ha inizio dal centro: in esso deve essere rappresentato il titolo (cioè l’argomento che viene trattato), in grande; possibilmente unendo alle scritte una o più immagini che aiutino a dare un’idea “visiva” dei contenuti inseriti.

Il ramo n. 3

Il ramo n. 3

Le informazioni, cioè tutto ciò che vogliamo ricordare perché utile a definire l’argomento descritto nel centro, devono essere aggiunte seguendo alcune semplici regole:

Il ramo 4

Il ramo 4

1. ogni disegno, parola, linea o puntino della mappa deve essere connesso con il resto. Non è consigliabile inserire elementi che siano staccati dagli altri…

2. per ogni ramo ci deve essere una sola parola (in qualche caso una sola espressione), scritta in stampatello maiuscolo per facilitarne la lettura, scelta in quanto concetto o parola chiave: non sono necessari articoli, preposizioni, avverbi, che finirebbero per rendere troppo complessa la nostra mappa di sintesi, e pertanto difficile da memorizzare;

3. le informazioni, inoltre, devono essere raffigurate o scritte in grande, se si trovano vicine al centro, mentre devono essere rimpicciolite via via che ci si allontana dal titolo;

4. è possibile scegliere di rappresentare i contenuti in modi diversi: a parole, con disegni, con simboli oppure con una soluzione mista, che preveda, cioè, l’abbinamento di immagini, parole e simboli. Un esempio di questa possibilità lo possiamo vedere nel segnale stradale.

Anche l’ordine è importante, per leggere con facilità la mappa: solitamente, si utilizza la stessa

Il ramo 5

Il ramo 5

modalità di lettura dell’orologio. Si procede in senso orario, dall’interno all’esterno del foglio.

Nella parte centrale, infatti, le informazioni sono di carattere generale, nelle parti esterne, invece, sono più specifiche. Ogni mappa, dunque, è costituita di diversi cerchi concentrici: a seconda della posizione che assume ciascun elemento, è possibile riconoscerne il grado di specificità.

Oltre alla posizione, come già detto, anche le dimensioni hanno lo stesso valore.

La mappa non è uno strumento statico, di pura memorizzazione: è importante ricordare che essa ha un valore dinamico, legato al ragionamento personale. L’autore può infatti inserire collegamenti con linee e frecce, commenti o parti evidenziate per mezzo di forme, cambi di stile nella scrittura, colore…

Il ramo 6

Il ramo 6

Il colore, in particolare, può assolvere a diverse funzioni: può mettere in risalto una parte a scapito di un’altra; può collegare diverse parti della mappa (per esempio possiamo scegliere che tutti i concetti più importanti devono essere colorati di rosso, oppure verde…). L’importante è che tutto ciò che viene rappresentato non venga fatto a caso, ma in funzione di una scelta consapevole, voluta.

Creare mappe di sintesi per lo studio sviluppa la fantasia, l’immaginazione e la memoria: permette di rafforzare entrambi gli emisferi del cervello, e offre l’occasione per apprendere qualche utile tecnica di memoria, come per esempio la fotografia mentale, o tecniche antiche come le stanze o i loci.

I rami 7 e 8

I rami 7 e 8

Il disegno, quando curato, permette di associare il divertimento all’apprendimento; studiare, in questo caso, diventa più leggero. Possiamo raggruppare molte informazioni in uno spazio unico, ottenendo in questo modo una visione globale dell’argomento, e allo stesso tempo una visione parziale, se decidiamo di concentrarci su di un settore soltanto. Ma la vera forza è il ripasso: una mappa di sintesi, infatti, per chi è allenato e conosce le tecniche di memoria richiede solo pochi minuti per essere memorizzata!

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2 thoughts on “Le regole per costruire una mappa ben formata

  1. Pingback: Video: come realizzare le mappe per studiare | Diegocare's Blog

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